Caccia all’Uomo Nero

(ENG BELOW)
Nella giornata di lunedì 20 Febbraio la polizia di Como ha dato vita a un’autentica caccia all’uomo nelle strade della città, nei luoghi abitualmente frequentati dai migranti e in quelli che danno loro rifugio. Nello specifico: l’oratorio di San Rocco, il piazzale del centro diurno del Don Guanella, Piazza Vittoria, Piazza Camerlata e Giardini a Lago.

Complessivamente sono state rastrellate una cinquantina di persone prive di documenti o presunte tali, di diversa età e nazionalità. Queste persone sono stare portate alla sede della polizia di frontiera da dove circa trenta migranti “irregolari” sono stati deportati a Taranto, nell’ottica di un rimpatrio quasi certo.

Un gran numero di persone testimonia il carattere violento e razzista del rastrellamento: manette, pestaggi e identificazioni forzate di chiunque non fosse bianco, inclusi due studenti medi che prendevano il bus dopo la scuola. A chi ha provato a filmare l’episodio è stato distrutto il telefono.

Dopo solo due giorni dalla sua entrata in vigore assistiamo all’efficientissima attuazione del decreto Minniti, colloquialmente ribattezzato dalle forze dell’ordine “pulizia della città” dai migranti ritenuti irregolari, un numero sempre in crescita.

Esporre persone già vulnerabili alla violenza istituzionalizzata di questi nuovi rastrellamenti rappresenta una intollerabile escalation nel clima di terrore imposto sui migranti e in città.
In questo contesto di razzismo istituzionale, cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione?

***

On February 20, police in Como launched a true manhunt throughout the streets of the town, in the areas where migrants usually hang out, and in the places that shelter them. More specifically: San Rocco, the daytime centre at Don Guanella, Piazza Vittoria, Piazza Camerlata, and Lake Gardens.

Overall, around 50 people of different ages and nationalities have been rounded up – without documents (or assumed to be). These people were first brought to a border police station, from where around 30 were deported to Taranto and Soutern Italy, facing an almost certain deportation back to their countries of origin.

A number of people testified the violent and racist character of these events: handcuffs, beatings, and forced identifications of every non-white person – including two middle school students waiting for their bus after school. The phone of a person that tried to record the events was smashed.

Two days after its coming into effect, we are already seeing the efficient implementation of the Minniti decree, re-named by law enforcement “city clearing”.

To expose already vulnerable people to institutional violence of these manhunts shows an unbearable escalation to the climate of fear imposed on migrants in town. In this context of institutional macis, we wonder what to expect for the coming season.

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