Racconto #1

In questo video, una delle persone che sono passate a Como questa estate parla della sua esperienza qui, dei migranti in Italia, e dei suoi progetti futuri.

Qual è stata la tua esperienza a Como?
La mia esperienza a Como è stata per me qualcosa di unico. Ciò ha a che vedere con molti aspetti dell’umanità. Mi ha aperto la mente e mi ha spinto a imparare molte cose, nuovi e diversi modi di pensare. E naturalmente, ha a che vedere con le persone che ci sono venute in aiuto. A questo punto, vorrei esprimere il mio rispetto per tutti loro, tutti gli amici che hanno provato a dare supporto in ogni modo possibile. Stando a Como, in quella situazione così speciale, ho imparato da tante culture diverse e sentito molte storie.

Cosa pensi del modo in cui l’Italia tratta i migranti?
Penso che questo sia una questione che riguarda diversi eventi su diversi livelli, sia in Italia in generale che a Como in particolare. Da un lato, ci sono metodi e reazioni crudeli, la politica illogica del governo italiano, che trascura intenzionalmente i bisogni e i diritti dei migranti. Dall’altro lato, c’è l’enorme supporto psicologico e morale, e l’aiuto delle persone normali, che ci ha dato forza, pazienza e speranza. Ma questa è soltanto una descrizione generale, che non è sufficiente a esprimere tutte le esperienze e i sentimenti.

Cosa pensi del campo governativo?
E’ folle e stupido accettare il campo dei container, e penso che tutti siano d’accordo con la mia opinione. Spiego le ragioni. Quello che succede nel campo è una sospensione dei diritti. Potete immaginare cosa significa vivere in una scatola? Immaginate di dover dormire ogni giorno con così tante persone, che non c’è abbastanza spazio. Immaginate che qualcun altro decide il momento in cui andare a dormire, cosa mangiare, le ore per entrare e uscire dal campo, immaginate che qualcuno semplicemente controlli la tua vita. Questo non è giusto. E se guardate più a fondo, si vede che non c’è differenza tra il campo e la prigione. E io non ho mai incontrato qualcuno che desideri andare in prigione, essere prigioniero senza condanna.

Dove sei adesso? Come ti trovi?
Ora sono in Germania, dopo un lungo viaggio, che è stato una battaglia, e dopo molte esperienze. E anche se sono qui, non ho ancora raggiunto il mio obiettivo. La mia storia non è ancora finita. Se voglio arrivarci, dobbiamo essere pronti, dobbiamo combattere per la nostra libertà e i nostri diritti.

Un’ultima nota: voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e so che queste parole non sono abbastanza per esprimere I miei sentimenti, non sono abbastanza per spiegare il nostro esperimento a Como, non sono abbastanza per ringraziare davvero tutti quelli che mi hanno aiutato.

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