Libertà per il movimento migrante, Libertà per il movimento solidale

Presidio in Largo Miglio
Sabato 5.11
14.-17.

Da quando è stato aperto il campo governativo “di transito”, nuovi confini minacciano la nostra città di frontiera.
Oltre al confine elvetico, che impedisce a centinaia di persone di proseguire il loro viaggio, altre barriere vengono imposte dall’alto per cercare di interrompere i percorsi di solidarietà che in questi mesi si sono costruiti.

E’ un confine il cancello del campo, che ghettizza i migranti in un dimenticatoio sociale, non consente di comunicare quotidianamente con loro, ed esclude i molti che vorrebbero dare vita a realtà diverse di intesa e sostegno.

Sono un confine le regole non divulgate del campo, che creano una divisione ancora più netta tra chi è dentro e chi è fuori, e lasciano spazio a discrezionalità nella loro applicazione.

E’ un confine l’esclusività di CRI e Caritas nella gestione di un campo che preclude ad atri soggetti di intervenire per creare tipologie altre di interazione e prossimità.

Sono un confine i fogli di via, che vorrebbero allontanare dalla città le stesse persone che questa estate hanno condiviso con i migranti un percorso di solidarietà e mobilitazione.

OPPONIAMO A QUESTA LOGICA DI ESCLUSIONE ED ISOLAMENTO LA PIU’ DETERMINATA E COMPATTA RESISTENZA

SCAVALCHIAMO I CONFINI E COSTRUIAMO SOLIDARIETA’

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