COMO – AGGIORNAMENTI DAL CENTRO DI “ACCOGLIENZA” DELLA CRI

Dal pomeriggio di Venerdì 5 Ottobre, l’ingresso al campo è rimasto consentito solo a donne considerate in cattivo stato di salute, minori, famiglie. I cosiddetti “cani sciolti”, uomini soli o in piccoli gruppi non vengono fatti entrare, a meno che non presentino richiesta d’asilo, con l’accettazione di farsi fotosegnalare dalla Questura, che però a volte li rilascia con un bel decreto d’espulsione alla mano.
L’accettazione all’interno del campo non prevede ovviamente chi arriva da un altro centro del circuito di accoglienza per i richiedenti asilo, il cosiddetto sistema SPRAR. Ognuno entra solo per mezzo di un badge (tesserino di riconoscimento) che viene poi ritirato dalla CRI allo scadere del limite di tempo di permanenza da loro prefissato o in base al sovraffollamento del campo stesso.
Chi non passa questa ardua selezione ovviamente rimane fuori:
molti tentano di accamparsi in situazioni “di fortuna” o fuori dal campo stesso, ma vengono puntualmente sfollati e allontanati dalle Forze dell’Ordine.
Da quelli che invece riescono a entrare, giungono notizie e lamentele sulla scarsità del cibo, il freddo, il poco spazio e la scarsità di assistenza legale.

Nel frattempo, in frontiera, Polizia e Rampinini continuano regolarmente a deportare i migranti che provano a passare il confine.

Sotto la sua maschera umana e caritatevole, l’accoglienza di Stato si mostra per quello che realmente è: GESTIONE E CONTROLLO.

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