CONTRO RAZZISMO E FRONTIERE E IL MONDO CHE LI PRODUCE

 

L’omicidio fascista a Fermo, nelle Marche, ha naturalmente destato giusto scalpore, ma ha anche rispolverato l’ipocrita indignazione di chi tutto l’anno si volta dall’altra parte rispetto al riemergere di sentimenti xenofobi e poi un giorno si indigna a fatto compiuto quando il sangue ha finito di scorrere.

Vorremmo evitare di trovarci di fronte ad altri morti e ad altre vite stroncate dal germe fascista, vorremmo cercare di difenderci dal razzismo qui e ora, per evitare di doverci pentire del nostro immobilismo domani.

Che fare dunque oltre la stantia retorica mediatica del giorno dopo?

Si potrebbe iniziare dal cogliere nella nostra vita quotidiana di tutti i giorni quei piccoli segnali portatori di un possibile scenario.

Nelle scorse settimane, alla stazione FS di Como San Giovanni, hanno iniziato ad accamparsi numerosi migranti che provano a passare il confine italo-svizzero ma vengono continuamente respinti.

Nella notte tra il 15 e il 16 luglio si è verificata un’intimidazione fascista: alcuni antirazzisti di Como hanno raccontato di come siano stati minacciati sia loro che i migranti che stanno cercando di andare nel Nord Europa da una ventina di nazisti, alcuni dei quali con spranghe alla mano.

Anche se questa volta nessuno si è fatto male, è evidente che i gruppi di estrema destra della zona sono interessati alla situazione; pensiamo sia un fatto grave a cui bisogna rispondere prima che sia troppo tardi: i recenti fatti di Fermo e Savona non fanno presagire nulla di buono.

Da sabato è quindi presente in stazione, per tutta la notte, un gruppo di compagni e solidali che presidia il piazzale a fianco dei migranti.

La situazione è in continuo movimento: ogni giorno arrivano persone diverse che provano a prendere i treni per Chiasso ma vengono puntualmente respinte. Il 13 il 15 e il 19 luglio sono avvenute delle vere e proprie deportazioni: vari pullman, tra i quali alcuni della compagnia “Rampinini Bus”, hanno portato all’hotspot di Taranto circa 250 persone.

Chi arriva in stazione a Chiasso viene “raccolto” all’interno di reti metalliche disposte per formare un gabbione, poi si procede con lo smistamento: c’è chi viene respinto subito e rispedito in Italia, oppure chi viene portato a Coldrerio, passa la notte in un bunker, e viene riportato a Como la mattina dopo con dei furgoni sui quali gli vengono legate anche le gambe.

Le guardie di confine ignorano le richieste di asilo usando come pretesto la lingua: parlano solo tedesco e non capiscono cosa richiedono i migranti.

Sulla linea dei treni TILO, che passa dalle FS italiane alle FFS svizzere, avviene un controllo capillare con l’uso non solo di forze dell’ordine che presidiano le stazioni e i treni, ma anche di telecamere che permettono di vedere dove salgono i migranti e sapere esattamente dove saranno sui treni.

Anche sui treni Trenord, i controllori, aiutati da militari dell’esercito e poliziotti in borghese, fanno scendere i migranti.

Per sorvegliare le zone di confine sono aumentate le telecamere, sono stati disposti dei nuovi fari per l’illuminazione e i sentieri vengono monitorati con l’utilizzo di droni.

Ecco che in questa situazione si palesano in maniera lampante sia il ruolo delle forze dell’ordine come odierne SS che si prodigano in deportazioni e rastrellamenti sia il ruolo dei fascisti come braccio armato di chi soffia sull’odio razzista, di chi vorrebbe sterminare chiunque risulti diverso da loro.

In un periodo storico in cui assistiamo a vere e proprie deportazioni sotto i nostri occhi, in cui la reclusione amministrativa imprigiona ogni giorno migliaia di persone, in cui il migrante è un jolly da giocare in politica per avere più consenso, in cui si costruiscono nuove frontiere, si installano nuove telecamere e si circondano i territori di filo spinato, è necessario agire qui e ora per dare spazio alla solidarietà e alla libertà.

E’ necessario imparare a difendersi dal razzismo e quindi dai razzisti, e diffondere mille pratiche di libertà.

Contro razzismo e frontiere e il mondo che li produce.

Seguiranno aggiornamenti e appuntamenti

Alcuni nemici e alcune nemiche delle frontiere

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